gototopgototop

 

La Repubblica Ossolana

 

Amedeo SALA, maggio 2011

 

   "La Resistenza Ossolana è stata un movimento di popolo, sia nei momenti della clandestinità, sia in quello palese della collaborazione al Governo provvisorio. La misura della partecipazione pubblica, in cui ognuno ebbe qualcosa da pagare o da perdere (e poi da non reclamare), fu un fatto civile di rara e non abbastanza sottolineata rilevanza". (Gianfranco Contini)

 

    La resistenza in Val d'Ossola inizia subito dopo l'8 settembre, quando reparti sbandati dell'esercito italiano e antifascisti locali danno vita ai primi nuclei di quelle che presto diverranno vere e proprie formazioni di partigiani combattenti: le brigate Valdossola, Valtoce, Piave, Beltrami e Garibaldi. L'insurrezione di Villadossola (8 novembre 1943) viene velocemente stroncata, ma la lotta si fa più radicale dalla primavera del 1944: nel giugno, i nazifascisti attuano un capillare rastrellamento che interessa la Val Grande, ma non riescono ad impedire un grave scacco militare e politico, la resa, il 9 settembre 1944, del loro presidio assediato a Domodossola. Qui si costituisce (10 settembre) una regolare forma di governo, espressione del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia), la quale dà vita ad un organismo politico autonomo noto come Repubblica dell'Ossola, in contatto con il governo di Roma e con gli Alleati tramite la legazione italiana di Berna (1).

 

    La Giunta Provvisoria di Governo (GPG), espressione di partiti politici diversi, sotto la presidenza di Ettore Tibaldi, si impegnò a ristabilire nei comuni le amministrazioni locali, a riorganizzare i sindacati e a liberalizzare la stampa, e soprattutto a garantire la sopravvivenza della popolazione e delle formazioni partigiane operanti sul territorio, in ciò sostenuta dalla Confederazione Elvetica e dalla Croce Rossa svizzera. Mancò del tutto, invece, l'appoggio degli Alleati che, per ragioni diverse, strategiche, operative e soprattutto politiche, abbandonarono l'iniziale progetto, precedentemente discusso tra John Mc Caffery (2) ed esponenti del CLNAI, di costituire nelle valli ossolane una testa di ponte in grado di accogliere e gestire aviosbarchi diretti contro la pianura padana. Nelle sei settimane della sua breve vita la Repubblica si attirò l'attenzione della stampa e della pubblica opinione internazionali -la contiguità geografica con la neutrale Confederazione Elvetica costituiva una preziosa 'finestra' di visibilità- per la sua coraggiosa resistenza e per lo spirito legalitario che la caratterizzò, dando anche buona prova di sè nell'amministrazione della cosa pubblica. Umberto Terracini, Piero Malvestiti, Gian Carlo Pajetta, Cipriano Facchinetti, Gisella Floreanini furono tra i principali animatori della piccola Repubblica; a guerra conclusa, i primi quattro sarebbero stati deputati alla Costituente, e tutti avrebbero in seguito  ricoperto importanti incarichi istituzionali

 

    La controffensiva tedesca (Operazione Avanti), guidata dal colonnello Ludwig Buck, comandante il 15° SS Polizei Regiment -forte di 5.000 uomini suddivisi in cinque gruppi, composti, oltrechè da reparti di polizia delle SS, da unità della Guardia Nazionale Repubblicana, X Mas, miliziani della Venezia Giulia, paracadutisti dell'aeronautica e SS italiane-, aveva l'obiettivo, oltre che di liquidare la Repubblica "stroncando la resistenza con pronto impiego di tutte le armi", di riprendere il controllo delle centrali elettriche della zona e della linea ferroviaria internazionale del Sempione. Dopo venti giorni di aspri combattimenti, i partigiani cedono alle preponderanti forze nemiche: Domodossola cade nel tardo pomeriggio del giorno 14, e il 22 ottobre la 'zona libera' viene riassorbita nella RSI. Molti dei suoi abitanti (circa un terzo della popolazione residente), le brigate partigiane Valdossola e Valtoce, insieme con la GPG, riparano nella vicina Svizzera, che già aveva accolto più di 2.000 bambini ossolani; altre formazioni partigiane ripiegano in Val Formazza e in Val Sesia, continuando la lotta sino al giorno della definitiva liberazione, il 24 aprile del 1945.

 

    (1) La denominazione 'Repubblica dell'Ossola' è successiva agli avvenimenti: è più corretto parlare di 'zona libera dell'Ossola', una area di 1600 km2, popolata da circa 75.000 abitanti. Fu una delle diciotto 'zone libere' costituitesi tra il giugno e il dicembre del 1944: le altre, cronologicamente, sono Valceno (PR), Valsesia, Val d'Enza e Val Parma, Val Taro (PR-SP), Montefiorino (MO), Val Maira e Val Varaita (CN), Valli di Lanzo, Friuli Orientale, Bobbio (PC), Torriglia (GE), Carnia, Cansiglio (BL), Imperia, Alba (CN), Alto Monferrato, Varzi (PV), Alto Tortonese.

 

    (2) Responsabile della missione militare inglese a Lugano e capo, fino a tutto il 1945, del servizio segreto britannico (SOE: Special Operations Executive) in Italia.

 Amedeo SALA, maggio 2011

 

Il presente articolo è correlato all'escursione del 22 maggio 2011: Cima della Forcola