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Il Gruppo Negli Anni
Il Sentiero
Inserto per il libro I 150 anni del CAI Milano
150 anni, una lunga storia quella del CAI MI. Non altrettanto lunga ma sempre considerevole quella de Il Sentiero. Era il 1946, la guerra era finita ma restavano le macerie, la miseria, la desolazione, le mille difficoltà per ritornare alla normalità. Bisognava ricostruire innanzitutto, prendere iniziative, creare posti di lavoro. In questo contesto una azienda, la Montecatini, ha fatto molto assumendo un grande numero di operai ed impiegati, questi ultimi dislocati principalmente nella sede di Milano. Lo stipendio non era molto ma la società supportava una serie di benefici a favore dei dipendenti come quelli legati al tempo libero: nasceva così il dopolavoro.
In questo ambito un gruppo di giovani, uniti dal desiderio di allargare i propri orizzonti, prese l’iniziativa di esplorare quelle alture il cui profilo era visibile da Milano nelle giornate più limpide. Non è chiaro come siano arrivati alla base della salita, i mezzi di trasporto erano quasi inesistenti, eppure nel settembre di quell’anno vediamo i nostri amici sulla vetta del Grignone.
Nel successivo anno 1947 il gruppo montagna del Dopolavoro diventa anche Sottosezione CAI MI sotto la guida di Amerigo Zedda. Le iniziative prese e realizzate riguardano ascensioni, soggiorni in rifugio e traversate plurigiornaliere da rifugio a rifugio, attività sciistica e di sci-alpinismo.
Essendo aziendale la sottosezione riflette le vicende della società nella quale è inserita: nel 1966, quando la sottosezione CAI era retta da Ferruccio Cipriani che succedeva a Baccalini (che nel frattempo aveva sostituito Zedda), si assiste alla fusione di Montecatini con Edison, anch’essa dotata di un dopolavoro e di una sezione montagna guidata da Beppe Spinola: logicamente i 2 gruppi si fondono a loro volta, coordinando i loro programmi negli anni 1966 e 1967 e costruendone uno comune a partire dal 1968. La prima escursione dell’ormai unico gruppo è ai Pizzi di Parlasco, i partecipanti riempivano 3 pullman.
Dal 1969 al 1976 la sottosezione è retta da Beppe Spinola, persona forte atleticamente e tecnicamente, in grado di programmare e spesso accompagnare personalmente il gruppo in uscite tutt’altro che banali. Alcune delle mete del periodo sono la Tour Ronde, il monte Bianco, la discesa della Mer de Glace dal rifugio Torino a Chamonix, il Gran Paradiso, il Dent d’Hèrens, il Bishorn, l’Ortles, la Presanella, la Cima Brenta, la Grande di Lavaredo, ….. A lui si devono anche numerose uscite per lo sci alpino e l’organizzazione di 2 Corsi di Introduzione all’Alpinismo nel 1969 e nel 1970.
| La Grande di Lavaredo |
Nel 1977 alla guida del Gruppo subentra Nicola Weiss che vi resterà fino al 1979. Nicola è un rocciatore abile ma anche prudente. Sotto la sua egida conosciamo anche le rocce della remota Rocca Provenzale in Valmaira e arriviamo sulla vetta del Monviso e della Cima di Castello in Valmasino. Vista la sua familiarità con l’arrampicata non poteva esimersi dall’iniziare un nuovo ciclo di Corsi di Introduzione all’Alpinismo, ciclo che proseguirà ben oltre il suo mandato.
A partire dal 1980 abbiamo Elio Casiraghi come responsabile: è un appassionato della montagna e delle arrampicate su roccia, capace di decisioni rapide. Il suo lavoro lo porta lontano, anche in posti sperduti (2 anni in
un angolo remoto dell’Argentina per la messa in funzione di un impianto industriale): sarà per questo che, volendo allargare i confini del nostro mondo, inserisce nel programma diversi trek in luoghi inconsueti, in Corsica, in Perù, nello Yosemite Parc (USA), nel Caucaso, sul Kilimangiaro (Tanzania) senza dimenticare di portarci su alte vette valdostane (Polluce) e di continuare il corso di Alpinismo fino alla decima edizione.
| Kilimangiaro |
Di questo periodo resta un neo: il disaccordo fra il Direttivo e il conduttore del settore sci di fondo, sfociato nella fuoriuscita (1983) di quest’ultimo dalla sottosezione Montedison e nella costituzione di una sottosezione indipendente.
Purtroppo la salute di Elio cede, disturbi ai reni, dialisi, trapianto. Sono numerosi i soci che si prestano ad aiutare, in particolare lo scrivente (supportato in primis da Erminio Coruzzi) che progressivamente lo sostituisce completamente. I ricordi: Monte Bianco, Monte Rosa (23 in vetta nel 1994), Piramide Vincent, Castore, Cevedale, Zufall, Monte Vioz, Dolomiti con i suoi sentieri attrezzati come il Sentiero Dibona e quello delle Bocchette Alte, …..
| Sul Monte Rosa |
L’indirizzo che si prende è quello di non trascurare altri aspetti connessi all’ambiente alpino, inserendo nei programmi mete che conducono ad un’opera architettonica: Forte di Fenestrelle - val Chisone, Sacra di S. Michele - val di Susa, Santuario della Madonna della Corona - val d’Adige, S. Fedelino - Alto Lario, forte di Bard e castello di Fenis - val d’Aosta; ad un eremo (S. Julien, Valdaosta; S. Valentino, lago di Garda, S. Ponzo, Appennino pavese; alle cappelle che fiancheggiano i sentieri dell’Arte in Valsesia.
L’attività continua ininterrotta fino al termine del 2008, allorché il Dopolavoro, che nel frattempo era diventato Edison, chiude senza preavviso. Il CAI MI non ha voluto si disperdessero il nostro lavoro e la nostra cultura accettando la creazione, all’interno della Sezione, del gruppo Il Sentiero che quindi continuerà la sua attività rinunciando però allo sci e alla progressione sui ghiacciai. Non mancano comunque alternative anche rilevanti sulle Alpi, dalle Liguri alle Giulie, in Sicilia, in Abruzzo, all’Elba, nelle Canarie.
Dal 2011 il sito web www.ilsentiero-mi.it (Italo Rocca ne è il webmaster) ci tiene informati sulle iniziative e sui programmi. Qui possiamo postare e scaricare le foto delle nostre avventure oltre che aprire tutto un insieme di altre finestre.
Cosa facciamo oggi (2022): l’anno inizia con una serata in sede durante la quale il filmato di Luigi Cazzaniga ci fa rivivere le avventure dell’anno trascorso e il fascicoletto – programma, con le relazioni dei partecipanti e alcune foto significative, diventa ufficiale.
- Le attività all’aperto comprendono:
●uscite giornaliere da marzo a novembre sulle Prealpi, sulle sponde dei laghi
maggiori, sugli Appennini e, in piena stagione, sulle Orobie, in Valdaosta,
ai piedi dell’Adamello, in alta Valsesia.
●soggiorni, con base in albergo, che ci fanno scoprire le Piccole Dolomiti,
l’Alta Valtellina e la valle Aurina con la famosa Vetta d’Italia.
●momenti conviviali: al termine della prima escursione successiva al Natale e alla
Pasqua, si fa onore agli avanzi di panettone (panetun day) e di colomba (columba
day); a novembre dopo una facile camminata fra i vigneti del Monferrato ci godiamo
la merenda çnoira (merenda-cena) secondo la tradizione dei vignaioli del luogo;
a dicembre si diventa turisti (a Novara) e si chiude l’annata col pranzo di Natale.
Cosa faremo da qui in poi: il direttivo, i volontari, gli amici de Il Sentiero si impegnano a continuare fino al raggiungimento del traguardo dei 100 anni e impegneranno i loro successori a continuare per altri 100 anni, almeno!
Gianangelo Bargigia - gennaio 2023
Foto sopra: 1994 luglio 3 - Punta Gnifetti / Monte Rosa



