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Se tanto mi da...ottanta

 

  Caro Gianangelo Bargigia

Siamo due persone che tu conosci bene e che provengono da diverse esperienze umane e professionali accomunati però da un'identica passione che è cresciuta in noi negli anni, fino a diventare una delle tanti ragioni della nostra vita, non l'unica certamente, ma sicuramente una delle più importanti: la montagna.

Passione non solo per un luogo e per le emozioni che questo luogo ci dà ma per i valori che esso incarna e rappresenta.

Amare la montagna e praticare l'alpinismo è un modo d'intendere la vita.

Nella vita, infatti, ogni obiettivo che vogliamo raggiungere è volontà, sforzo, sacrificio così come lo sono il raggiungere una meta o una vetta montana, percorrere pianori erbosi, attraversare boschi, inerpicarsi per ripide e rocciose salite o su traversi esposti che sembrano impossibili, nella brezza della salita del mattino così come nella calma del pomeriggio che ci accompagna in discesa.

Come la vita l'andare sui monti è spesso imprevedibile, non pianificabile fino ai minimi dettagli, a volte piena di difficoltà e di ostacoli e come la vita è però affascinante e stimolante.

Tuttavia in montagna come nell'esistenza si tratta di capire come affrontarla: da soli o con altri.

A volte la vita non ci offre alternative e spesso ci ritroviamo soli ad affrontare i nostri ostacoli e le nostre difficoltà.

Nel praticare la montagna davvero si comprende che essere in due è meglio che essere soli, andare in compagnia è più edificante e appagante: si condividono emozioni, si provano analoghi sentimenti, ci si confronta sulle proprie esperienze, si valutano i propri limiti, si correggono insieme gli errori e si tenta di pianificare come andare meglio, più sicuri, più rispettosi di ciò che la montagna ci offre.

Ed è in questo clima che si comprende come sia importante un'amicizia, lo stare insieme e come, soprattutto, organizzare tutto questo.

Questo è per noi il CAI, non una associazione filantropica fine a se stessa ma il luogo in cui, volontariamente, uomini e donne di diverse culture, formazioni ed esperienze si ritrovano per condividere un bene prezioso non solo riservato a pochi "eletti" ma a tutti coloro che condividono la passione per la montagna e per tutto ciò che essa rappresenta anche nel modo di intendere il rapporto dell'uomo con la natura, l'ambiente e la stessa vita.

Non è separabile amare la montagna dall'amore per la natura, il suo mutare nel tempo, ma anche dalla fatica e dal sudore che dobbiamo fare per raggiungere una meta o una cima con l'enorme soddisfazione che induce poi questo in ognuno di noi.

Domenica 22 maggio 2016, "Il Coro" CAI Milano invitato da "Il Sentiero", gruppo eterogeneo di persone che al di là dell'età e della propria condizione fisica sono appassionati di escursionismo in montagna, ha partecipato ad una giornata di festa in Valsesia.

Siamo partiti da Milano alle 7 del mattino e alle 10 siamo arrivati a Campertogno da dove siamo saliti lungo la bella e selvaggia valle Artogna per giungere all'Alpe Campo accompagnati da una giovane guida del CAI di Varallo.

Durante questa salita abbiamo potuto osservare ed ammirare come davvero ne' "Il Sentiero" convivano molto bene donne e uomini di diversa età e condizione fisica: un gruppo più allenato che saliva più spedito, un gruppo meno allenato che saliva lentamente, un altro gruppo che decideva di seguire un percorso culturale fra le frazioni del paese di Campertogno accompagnato da una guida del luogo.

Entità diverse profondamente unite da una comune passione e dal riconoscersi in un gruppo: "Il Sentiero". Questa è stata per Alfredo una cosa scontata e risaputa mentre per Sonia una cosa che conosceva raccontata da altri ma che là ha potuto verificare di persona.

Alla sera terminata l'escursione ci siamo ritrovati in quasi novanta persone al Ristorante del Teatro di Campertogno per consumare una merenda cnoira offerta da te, Gianangelo, in occasione del tuo ottantesimo compleanno.

Ad "Il Sentiero", di cui sei presidente, si sono aggiunti oltre ai componenti del "Coro del CAI", il Sindaco di Campertongo, alcuni rappresentanti del CAI di Varallo e una ventina di giovani studenti del Politecnico di Milano appartenenti e fondatori di un coro di canti alpini e popolari.

Una serata fantastica!

Tante generazioni, tante diverse esperienze, tante diversità di vita, di lavoro: chi già in pensione e chi no, chi oltre all'appartenenza al CAI ha nella sua vita altre appartenenze ma tutti, tutti uniti dalla passione della montagna e da tutto ciò che essa rappresenta nella vita e nel modo di essere.

La serata è stata costellata da grida di gioia e di apprezzamento per te, Gianangelo, tu ogni volta ti sei schermito e hai preso la parola non solo per ringraziare ma anche per ricordare a tutti che il tuo compleanno è la festa per i 70 anni del tuo gruppo e che la tua speranza e il tuo desiderio è di ripetere una giornata ed una serata così anche fra dieci anni quando ne compirai novanta.

Tutti hanno applaudito, molti gli urrà e gli evviva.

Il Coro ha intonato canti seguiti dai brani cantati dai giovani studenti, qualcuno ha quindi tramato nell'ombra per rendere tangibile il nostro ringraziamento a te, Gianangelo: un discorso, un intervento, un coro inaspettato, ecc.

Insomma una grande serata che ha festeggiato una persona che tanto ha dato e che tanto darà ancora al suo gruppo ma soprattutto al CAI. In te infatti ritroviamo le qualità e le caratteristiche che un uomo o una donna dirigente della nostra associazione debbono avere: serietà, passione, abnegazione e grande generosità.

Grazie Gianangelo per questa indimenticabile giornata ed è grazie a te o meglio anche a te se oggi il CAI può guardare con maggiore ottimismo al suo futuro.

Noi due, in qualche modo commossi e desiderosi di esprimere il nostro ringraziamento a te per la gita e per la serata, abbiamo pensato che la cosa migliore fosse quella di scrivere questa recensione in chiave di lettera sperando - e ne siamo convinti - di aver interpretato il pensiero di tutti, di quelli che c'erano e di quelli che pur non essendoci conoscono il tuo valore umano e il tuo ruolo.

Grazie Gianangelo e arrivederci con entusiasmo... al tuo novantesimo compleanno!

 

 

Alfredo Costa de "Il Sentiero" e Sonia Bagatta del "Coro" CAI Milano