gototopgototop

 

      La Voce dei Protagonisti        

 

 

Sulle Alpi Liguri

 

 Venerdì 30 maggio � La baraonda che caratterizza sempre l'allestimento dei bagagli è finita e finalmente si parte!

 

In automobile percorriamo l'autostrada fino ad Albenga e poi imbocchiamo la strada che inerpicandosi ci porterà al colle di Nava.04 DSC3335x

 

Il cielo ha il colore del fumo delle ciminiere, quale clima ci sarà riservato nei prossimi giorni?

 

Alle 14.30, dopo essere stati salutati da una leggera grandinata sul colle, arriviamo all'hotel L'Alpino.

 

Poco alla volta giungono tutti i componenti del gruppo e, IMG 9546xdopo la sistemazione nelle camere, ci rechiamo al colle e, a piedi, visitiamo le mura del Forte Centrale e sempre a piedi imbocchiamo il sentiero che, 350 m pi� in alto, ci porterà al Forte Richiermo.

 

Il sole ha avuto la meglio sulle nuvole e la passeggiata si rivela piacevolissima: le orchidee selvatiche ci accompagnano lungo il cammino e dal ponte del Forte la vista spazia su un ondulato, verde e riposante panorama.

 

   Sabato 31 maggio � ci svegliamo sotto un cielo grigiastro pallido che mette malinconia� ma, dal momento che spes ultima dea, in auto partiamo speranzosi verso Monesi di Triora.

 

Parcheggiamo l'auto in una cittadella che non ha niente da invidiare alla desolazione delle vecchie città dei film del Far West e, a piedi incominciamo a camminare lungo il sentiero che inerpicandosi attraverso i prati, ci deve portare alla nostra meta: il monte Front� m 2151.05 DSC3746x

 

Giunti intorno a quota m 1800 circa, si presenta un problema: c'é un vastissimo tratto di neve da affrontare in salita abbastanza ripida. Naturalmente il gruppo A si incammina deciso e procede spedito, ma il gruppo B dopo breve percorso incontra difficoltà notevoli e tutti decidiamo di desistere e torniamo sui nostri passi.

 

Ormai sono quasi le 12.30 e, appena fuori dal tratto innevato ci sediamo sul prato per mangiare le nostre provviste.

 

Il freddo è però quasi insopportabile e quindi ci affrettiamo a prendere il sentiero del ritorno.

 

05 DSC3761Mi guardo intorno e, a dispetto del cielo grigio quasi nero, gli occhi gioiscono per lo spettacolo delle montagne candide e dei prati che, coraggiosi, si sono coperti di splendidi fiori: dalle timide soldanelle, pioniere del disgelo alle genziane di blu intenso, alle viole tricolor.

 

Ad un tratto Toni ci indica alcuni ciuffi di fiori, graziosi nella forma, gialli punteggiati di marrone. Mi avvicino e quasi non credo ai miei occhi! Sono le fritillarie (dal latino fritillus bossolo per dadi) un rarissimo fiore bulbaceo della famiglia delle Liliacee.

 

Ahimé! Inizia a piovere con insistenza, quasi grandina, non ci resta che correre fino all'automobile.

 

   Domenica 1 giugno � Il cielo ha ancora aspetto incerto; la stragrande quantità di neve sui monti circostanti ci consiglia di prefissarci come meta il rifugio Mongioie.

 

Tutta la combriccola, gruppo A e gruppo B, in auto raggiunge il grazioso paesino di Viozene e da qui, a piedi, inizia a percorrere la salita che è subito erta e poco agevole.

 

IMG 9650xQuando finalmente si giunge nei pressi del rifugio il sentiero addolcisce la pendenza05 DSC3759 e gli occhi possono riempirsi dello splendore del colore dei fiori. Un placido cagnone ci da il benvenuto e i più fortunati di noi incontrano un capriolo che coraggiosamente bruca l'erba nel prato sottostante.05 DSC3779

 

Maria Carla, Liliana, Carmen ed Emilia si soffermano più a lungo al rifugio e proseguiranno in un secondo tempo fino al ponte tibetano.

 

Io e Gianangelo, Cristina e Carlo, Toni, Italo, Gianni Ficcagna, Paolo Tagliabue, Ylyen e Michele, dopo breve sosta imbocchiamo nuovamente il sentiero e in meno di un'ora raggiungiamo il ponte tibetano.05 DSC3765 Qui ci aspetta una delusione: il ponte, ardita campata sulla gola scavata dalla forza della cascata, è distrutto! Le rovinose intemperie invernali lo hanno divelto ed ora non è che un contorto ammasso di lamiere e funi metalliche.05 DSC3792

 

Ripieghiamo sul vecchio sentiero che passando nei pressi delle Grotte, interessanti fenomeni carsici, che ospitano pipistrelli e impronte fossili, ci conduce alla Colla di Carnino.05 DSC3785 Consumiamo il nostro pranzo al sacco mentre lo sguardo spazia a 360 gradi sui monti e sulle valli circostanti. Il sole si è nascosto tra le nubi, il freddo e la minaccia di pioggia ci spingono sulla via del ritorno.

 

   Lunedì 2 giugno � Anche oggi la giornata si preannuncia poco invitante. In auto raggiungiamo il paesino di Chionea transitando per Ormea.

 

Iniziamo a camminare su un sentiero comodo e largo che ci illude sulla facilità del percorso!

 

Ahimé! Ben presto ci troviamo a transitare su un nastro di terra che richiede molta attenzione e solamente la visuale su colorati rododendri mi incoraggia a proseguire.

 

Le sorprese non sono finite purtroppo: ci accoglie una piccola bastionata di roccette che supero con qualche difficoltà, il gruppo si è già molto diradato, i più bravi sono molto avanti, dietro a me ci sono le retroguardie. Proseguo con le speranze che ciò che mi aspetta sia più agevole. Vana illusione! Si presenta un altro salto di roccette, questa volta non me la sento di passarlo e torno indietro, mi incontro con Maria Carla, Carmen e Liliana e insieme puntiamo verso il paese.

 

colle di Nava 14Le mete dell'escursione sono il rifugio Valcaira che verrà raggiunto da Cristina, Carlo, Gianni ed Emilia e la vetta del pizzo d'Ormea m 2476 che verrà conquistata da Gianangelo, Toni, Italo e Paolo.05 DSC3805 Nessuno sarà premiato dal tempo che, grigio, nebbioso, piovoso e freddo non permetterà di osservare il panorama che sarebbe sicuramente superbo.

 

Tornati all'albergo, dopo cena, facciamo la nostra riunione ed iniziamo a salutarci:

 

i giorni di vacanza sono passati e domani ognuno tornerà alla propria casa e ai propri impegni.

 

{Anna Maria Rinetti: 30.5-3.6.2014}