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      La Colomba Pasquale        

 

Sempre a proposito di riti e miti del nostro gruppo... dopo la gita del

"dì del Panetton", ecco quella post pasquale del "dì de la Columba".

Approfondiamo l'argomento...

 

 

Tra i dolci pasquali indubbiamente il più famoso è la colomba. colomba 00Fu inventata negli anni '30 da Dino Villani, direttore marketing della Motta, il quale, per meglio sfruttare i macchinari utilizzati fino ad allora esclusivamente per il panettone, ideò un dolce che gli assomigliava in tutto, a partire dalla lievitazione naturale, ma da mangiare a Pasqua. 

 

 

 

colomba 01La ricetta base di quello che oggi per legge può chiamarsi "colomba" è regolata da un decreto legislativo del 2005, ed è ufficialmente inserita nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (PAT).

 

A base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d'arancia candita, differisce dal panettone, oltre che per la forma, per la copertura con glassa a base di mandorle e granella di zucchero, e per l'assenza di uvetta, sostituita da una quantità più massiccia di scorzette d'arancia candite, o di cedro.

 

 

 

Villani sostenne il nuovo prodotto con una campagna pubblicitaria, colomba 02nel 1936 commissionò al franco-ucraino Cassandre, autore di tanti capolavori grafici, un manifesto. In esso, l'immagine del dolce proietta un'ombra bianca con un rametto fiorito nel becco. La silhouette candida squarcia il fondo nero, rivelando alle sue spalle una chiazza di cielo azzurro, indizio di una nuova stagione in arrivo. Mentre la parola "Colomba" è scritta coerentemente in bianco, "Motta" è stampato in azzurro, e lo slogan "Il dolce che sa di primavera" in rosa: tinte pastello a rafforzare la connotazione primaverile del prodotto.

 

 

 

colomba 03Villani ebbe dunque l'idea di un finto (o vero?) dolce tradizionale pasquale a forma di colomba, creatura simbolo di purezza e d'innocenza, e circondata da un'aura sacrale: è il volatile che annuncia a Noè la fine del diluvio universale, ed è anche l'emblema dello Spirito Santo.

 

 

 

Davvero fu solo un'operazione commerciale? Perchè fu scelta questa forma? Andiamo a scoprire gli arcani di questa scelta. Ci sono alcune leggende che farebbero risalire la colomba pasquale addirittura all'epoca longobarda.

 

 

 

La prima leggenda è riferita da Paolo Diacono, biografo dei Longobardi, e scomoda addirittura Alboinocolomba 04 il loro re, quello che conquistò la pianura padana che da allora è chiamata "Lombardia", quello che uccise in battaglia Cunimondo, re dei Gepidi, e ne sposò la figlia Rosmunda che costrinse a bere dal cranio del padre, conservato come trofeo ed utilizzato come coppa dai vincitori, quello che regnò dal 568 fino al 572, quando fu ucciso in una congiura ordita dalla stessa Rosmunda.

 

 

 

Si narra che nel 572 durante l'assedio di Pavia che durava da circa tre anni, il cavallo di Arduino cadde senza più riuscire a rialzarsi.

 

 

 

colomba 05Gli fu fatto notare che forse era un segno degli Dei perchè usasse clemenza e risparmiasse il sacco della città. Così, pur avendo espresso il desiderio di punire Pavia per la sua lunga resistenza, Alboino si mostrò umano con la città che forse, fin da quando la teneva stretta d'assedio, aveva pensato di farne la capitale del suo nuovo regno in sostituzione di Verona che era stata fino allora la sua sede.

 

 

 

Un pasticciere portò al Re dei colomba 06Longobardi in segno di pace un pan dolce a forma di colomba. Alboino apprezzò e giurò che avrebbe rispettato sempre questo nome. Alla sera comunque, chiese che gli venissero portate 12 vergini pavesi con cui festeggiare la vittoria. 

 

 

 

colomba 07La prima fanciulla giunta al suo cospetto disse di chiamarsi Colomba. E Alboino, fedele al suo giuramento, la rispettò e la lasciò andare. Ad una ad una tutte le altre ragazze dissero di chiamarsi Colomba, e furono così "risparmiate".

 

 

 

La seconda leggenda è legata alla regina colomba 08Teodolinda (Theudelinda, ovvero "scudo del popolo"), sepolta nel Duomo di Monza, capitale estiva dei Longobardi, e venerata beata per il grande sostegno e impulso che diede al culto cattolico in contrapposizione alla dottrina ariana.

 

 

 

colomba 09Il santo abate irlandese, San Colombano, in gaelico Colum Bán, ovvero «colomba bianca», dopo aver fondato numerosi monasteri in Francia, Germania, Svizzera arrivò a Milano e si mise sotto la protezione dei sovrani, Teodolinda, e suo marito Agilulfo. Invitato con i suoi monaci a un sontuoso banchetto ricco di selvaggina, egli rifiutò quelle pietanze troppo ricche. colomba 10Teodolinda, non comprendendo il rifiuto, si offese. Colombano si tolse dall'imbarazzo dicendo che le avrebbero mangiate dopo averle benedette. Colombano fece il segno della croce sulle carni, e queste si trasformarono in delicate colombe di pane, dolci e bianche. La regina, sbalordita, comprese la santità dell'abate e gli donò il territorio di Bobbio per fondarvi un nuovo monastero.

 

Da allora la colomba bianca divenne anche il simbolo iconografico del Santo e viene sempre raffigurata sulla sua spalla.

 

 colomba 11Più prosaicamente e storicamente, in realtà il territorio di Bobbio fu donato a Colombano per l'autorevole intervento scritto che fece sullo scisma tricapitolino, avvenuto all'interno della Chiesa tra i secoli VI e VII ed interessò Italia del Nord, Dalmazia e Illiria. La scelta del luogo non fu casuale, ne faceva un avamposto religioso e politico controllato dal regno longobardo verso le terre liguri, ancora bizantine.

 

 

 

Un'altracolomba 13 leggenda rivendica la creazione del dolce pasquale alla battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, quando tre colombe spiccarono il volo dall'altare della basilica di San Simpliciano in Milano per posarsi sopra il Carroccio, a protezione delle truppe delle città lombarde che sconfissero l'esercito di Federico Barbarossa. Dopo la vittoria, un condottiero lombardo memore di questo segno della benevolenza divina fece preparare alcuni pani modellati nella forma di questo volatile, emblema dello Spirito Santo.

 

 

 

colomba 12Due ultime curiosità, riferite al simbolo della colomba per la città di Milano.

 

 

 

Il più antico ospedale cittadino, fondato nel 1456 da Francesco Sforza, la Ca' Granda, riportava in origine nel suo sigillo la scena dell'Annunciazione e il motto "Ave gratia plena".

 

 

 

Lo stemma fu poi semplificato nella sola colomba dello Spirito Santo. Successivamente, fu aggiunto il ramo d'ulivo nel becco. colomba 14

 

 

 

Dulcis in fundo... l'origine del cognome "Colombo", molto comune nel milanese . Fino al 1825 la Ca' Granda aveva il compito dell'assistenza dei trovatelli o bambini esposti che, considerati "figli dell'ospedale", ricevevano il cognome di "Colombo", ispirato proprio dallo stemma dell'ospedale.

 

Non un cognome di nobile stirpe, eppure questa radice popolare ha portato molti frutti. Due nomi su tutti.

 

Carletto Colombo, che fu giornalista, attore, regista, direttore del Teatro Milanese Gerolamo, consigliere del Piccolo e della Scala . 

 

E Giovanni Colombo, amato Arcivescovo di Milano dal 1960 al 1979.colomba 15

 

 

 

Ricerca curata da Adriana Scagliola - CAI - Gruppo IL Sentiero - aprile 2014